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Infrastrutture spaziali UE per fronteggiare Covid-19, l'invito della Commissione europea -


Le infrastrutture spaziali dell'UE sono strumenti utili per fronteggiare e monitorare la crisi pandemica COVID-19

La Commissione europea intende dare evidenza che le infrastrutture spaziali dell'UE sono strumenti utili anche per fronteggiare e monitorare la crisi pandemica COVID-19. Tali servizi, sviluppati nell'ambito dei programmi Copernicus e Galileo, possono essere impiegati dalle istituzioni europee, nazionali ed imprese private per sviluppare applicazioni da impiegare durante la crisi sanitaria in corso.

 

La Commissione europea - in stretta collaborazione con le c.d. entrusted entities e gli Stati Membri interessati - assicura inoltre l'adeguata resilienza e continuità operativa dei programmi spaziali dell'UE.
In particolare, grazie ai servizi offerti da Copernicus è possibile disciplinare i transiti alle frontiere, monitorare i livelli di inquinamento atmosferico o delle acque. Al fine di facilitare l'impiego dei dati e delle informazioni di osservazione della Terra, la Commissione ha sviluppato i c.d. Data and Information Access Services (DIAS) che, gratuitamente, sono consultabili dagli utenti. I dati Copernicus possono essere impiegati per analizzare gli effetti della qualità dell'aria nelle aree di maggiore diffusione del virus.

 

Grazie ai servizi offerti da Galileo, è possibile sviluppare applicazioni che consentono di monitorare le aree di contagio, gestire il flusso di cittadini nelle aree soggette a quarantena, segnalando eventuali assembramenti non autorizzati,nel rispetto della privacy. La GSA ha pubblicato una serie di applicazioni Galileo, tra cui la c.d. Galileo for green Lane per monitorare la movimentazione di merci tra gli Stati Membri.